I centri di ascolto: l’accoglienza che cura

I Centri di Ascolto della Diocesi di Savona-Noli sono 8, distribuiti su tutto il territorio della Diocesi, da Cogoleto a Finale Ligure, e rappresentano uno spazio sul territorio di primo accesso, ascolto e supporto per le persone in temporanea condizione di fragilità.

I Centri di ascolto sono i luoghi dell’Eccezionale dell’incontro: luoghi dove l’incontro, la relazione, l’empatia, sono valorizzati, rimessi al centro del nostro vivere e ricollocati nella sfera dell’eccezionale, perché da essi scaturisce un potenziale di bene che fronteggia l’isolamento, la solitudine, la marginalità, e restituisce all’uomo la sua piena dignità.

I Centri di Ascolto sono luoghi di vicinanza dove non sempre si trova una soluzione al proprio bisogno specifico, ma dove è sempre offerto uno spazio accogliente di prossimità, nel ricercare insieme le informazioni che orientano a possibili risorse sul territorio e nel tentativo di costruire alleanze con gli attori del territorio per fronteggiare il disagio. All’interno dei Centri di Ascolto, sono presenti volontari che desiderano vivere il Vangelo ogni giorno, attraverso la condivisione e la creazione di comunità sempre più accoglienti.

I Centri di Ascolto operano in stretta sinergia con gli operatori del Centro di Ascolto Diocesano, ed in collaborazione con i Servizi Sociali dei Comuni in cui si trovano.

Per il 2022, e in prosecuzione per tutto il 2023, nell’ambito della progettazione 8×1000 di Caritas Italiana, i volontari vengono accompagnati da un formatore, all’acquisizione di capacità sempre maggiori nella lettura delle caratteristiche del territorio, non solo dalla prospettiva consueta della fragilità, ma soprattutto da quella delle risorse e del potenziale relazionale, talvolta inespresso, spesso sopito e non valorizzato. Una capacità di lettura e individuazione delle caratteristiche della comunità in cui si opera, consente di individuare le possibili alleanze, che aiutano a fronteggiare la fragilità, non in termini autoreferenziali, ma in termini di moltiplicare le risorse disponibili e condividere le capacità specifiche di ciascuno. Il desiderio è lavorare nella prospettiva della prossimità, che valorizza la forza e l’iniziativa di ciascuno, sia singolo o realtà collettiva, che operi nel campo sociale o semplicemente eserciti i propri diritti e doveri di cittadinanza; con l’obiettivo di essere nodi importanti di una rete di alleanze che faccia del territorio di appartenenza un luogo accogliente.