Rifugiato a casa mia

“Protetto” Rifugiato a casa mia è un progetto lanciato da Caritas Italiana per rispondere concretamente all’appello che nel 2015 Papa Francesco rivolge alla comunità cristiana. L’obiettivo principale è quello di coinvolgere parrocchie e famiglie nel vivere un’esperienza di accoglienza insieme alle persone che hanno terminato un progetto SPRAR o CAS, o sono fuori dai circuiti dell’assistenza, ed essere così promotori di un nuovo modello di inclusione sociale che ponga al centro la famiglia, le relazioni e la comunità.
Tra il 2016 e il 2018 sono stati accolti 19 beneficiari. 5 parrocchie hanno messo a disposizione appartamenti e 3 famiglie hanno ospitato direttamente in casa propria.
“Protetto” Rifugiato a casa mia non è un progetto di accoglienza ordinario. È il tentativo di costruire processi che conducano la società ad aprire le porte al prossimo. Costruire relazioni in una comunità o in una famiglia significa entrare in un luogo fisico per uscire in uno spazio affettivo, allargare il noi ospitante per aggiungere qualche posto in più, preparandosi al cambiamento. È un modello di inclusione vincente, che si fonda su relazioni non prevedibili, ma che si possono supervisionare e costruire insieme.

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